Skip to content Skip to footer

Post su Google: servono davvero a un ristorante?

Apri la scheda Google del tuo ristorante e trovi la voce “Aggiungi aggiornamento”. Magari ci hai cliccato una volta, a dicembre, per il menu delle feste, e poi non ci hai pensato più. La domanda non è se i post funzionano. La domanda è a cosa servono, perché quello che la gente si aspetta da loro e quello che fanno davvero sono due cose diverse.

Cosa sono i post sulla scheda Google

I post sono brevi aggiornamenti che pubblichi dalla scheda Google del tuo ristorante e che compaiono su Google Ricerca e su Google Maps, dentro il profilo. Ognuno può contenere del testo, una foto o un video e un pulsante che porta da qualche parte: il sito, la pagina delle prenotazioni, il telefono.

La cosa importante da capire è che non sono un feed. Nessuno ti segue su Google, nessuno scorre i tuoi post la sera sul divano. Un post viene visto da una persona sola, nel momento esatto in cui apre la tua scheda perché sta decidendo dove mangiare. Questo dettaglio cambia tutto quello che ci scrivi dentro: non stai facendo comunicazione, stai rispondendo a chi è a metà strada tra la curiosità e la prenotazione.

Ogni post passa dal controllo di Google e può risultare pubblicato, in attesa, oppure non approvato se viola le norme sui contenuti. I post più vecchi di sei mesi vengono archiviati, a meno che tu non abbia impostato un intervallo di date. Lo trovi spiegato nella guida ufficiale di Google su come creare e gestire i post.

I tre tipi di post e quando usarli in un ristorante

Google ti mette a disposizione tre formati. Sembrano uguali, ma chiedono informazioni diverse e si comportano in modo diverso sulla scheda.

Tipo di post Cosa ti chiede Google Quando lo usi in un ristorante
Aggiornamento (novità) Descrizione, foto o video, pulsante di azione facoltativo Menu nuovo, apertura del dehors, cambio di una giornata di chiusura, piatto di stagione appena entrato
Offerta Titolo, date e orari di validità. Il pulsante per vedere l’offerta viene aggiunto da Google. Puoi aggiungere codice coupon, link e condizioni Menu di mezzogiorno, promozione infrasettimanale, formula aperitivo valida fino a una certa data
Evento Titolo, data e ora di inizio e di fine. Se non metti gli orari, l’evento viene considerato di 24 ore Serata a tema, cena con il produttore, degustazione, concerto in giardino

La differenza pratica sta nelle date. Un aggiornamento resta generico e invecchia male. Un’offerta e un evento hanno un inizio e una fine, quindi smettono di mostrarsi quando non hanno più senso. Se stai comunicando qualcosa che scade, usa il formato giusto e ti risparmi la figura della promozione di San Valentino ancora online a marzo.

Su Instagram ogni giorno smonto un pezzo della scheda Google di un locale che seguo davvero: cosa ha cambiato, cosa è cambiato dopo, con i numeri sotto gli occhi. Trovi tutto su @saratufo.

I post fanno salire il tuo ristorante su Google?

Qui devo essere onesta, perché in giro si legge il contrario. Google, nella sua pagina sui fattori del posizionamento locale, nomina tre cose: pertinenza, distanza e notorietà. I post non sono tra queste. Non esiste nessuna indicazione ufficiale che pubblicare tre post a settimana faccia salire il tuo ristorante nel Local Pack.

Quindi se ti hanno venduto un pacchetto di post mensili come strategia di posizionamento, ti hanno raccontato una cosa che Google non dice da nessuna parte.

Detto questo, i post fanno due lavori concreti che vale la pena fare:

  • Occupano spazio nel momento della decisione. Chi sta confrontando tre trattorie nel raggio di un chilometro apre le schede e guarda. Un profilo con un post di questa settimana, con la foto di un piatto vero, racconta un locale vivo. Uno fermo da due anni lascia il dubbio che tu abbia chiuso.
  • Rispondono a una domanda prima che ti venga fatta. “Stasera avete la pizza?”, “siete aperti il lunedì?”, “c’è il menu fisso a pranzo?”. Sono le telefonate che ti rubano un quarto d’ora in mezzo al servizio. Un post ben scritto le riduce.

Il mio metro di giudizio è questo: i post non sono una leva di posizionamento, sono una leva di conversione. Non ti portano più visite sulla scheda, ti aiutano a trasformare in tavoli quelle che hai già.

Quando un post serve davvero, e quando è tempo buttato

Prima di pubblicare, passa dalle tre domande qui sotto. Se la risposta è sì a tutte e tre, il post vale i cinque minuti che ti costa.

  • C’è qualcosa che il cliente non può sapere da solo? Un menu nuovo, un orario speciale, una serata. Se l’informazione è già scritta sulla scheda o sul sito, il post è un doppione.
  • Ho una foto decente, scattata nel mio locale? Orizzontale, con luce, del piatto o della sala. Non un’immagine scaricata, non un volantino pieno di scritte.
  • Dico una cosa concreta nelle prime dieci parole? Sulla scheda si legge poco e in fretta. “Da giovedì torna il menu di pesce del venerdì” funziona. “Buongiorno a tutti i nostri amati clienti” no.

Quello che non serve: il buongiorno, la citazione motivazionale, la foto generica di pasta presa da internet, il copia e incolla da Instagram con dodici hashtag. Non fanno danno, semplicemente non muovono nulla, e intanto ti hanno fatto credere di aver lavorato sulla scheda.

Come pubblicare un post, passo per passo

  1. Cerca il nome del tuo ristorante su Google, oppure apri Maps, con l’account che gestisce la scheda. Il pannello di gestione compare direttamente nei risultati.
  2. Vai sulla voce dedicata agli aggiornamenti e scegli di aggiungere un post.
  3. Scegli il tipo: aggiornamento, offerta o evento. Se la cosa che stai comunicando ha una data di fine, non usare l’aggiornamento.
  4. Carica la foto per prima. Se non ce l’hai, fermati e scattala: sulla scheda di un ristorante un post senza immagine è mezzo post.
  5. Scrivi due o tre frasi. Prima l’informazione, poi il contorno.
  6. Aggiungi un pulsante coerente con quello che chiedi: prenota se hai un sistema di prenotazione, chiama se prendi i tavoli al telefono, ordina online se fai asporto.
  7. Rileggi e togli il numero di telefono dalla descrizione: un post con un numero che Google non riesce a ricondurre alla tua attività può essere rifiutato.
  8. Pubblica, oppure programmalo. Se hai una serata fissa ogni settimana, puoi anche impostare la ripetizione e non pensarci più.

Se la scheda non è ancora verificata, i post restano in attesa e non si vedono da fuori. In quel caso il problema non sono i post: è la verifica.

Gli errori che fanno rifiutare un post o lo rendono inutile

Le linee guida di Google per la rappresentazione delle attività e le norme sui contenuti sono più severe di quanto immagini. I motivi di blocco che vedo più spesso nei locali:

  • Il numero di telefono nella descrizione. Se Google non può verificare che sia tuo, il post viene rifiutato. Il numero sta nella scheda, non nel post.
  • Errori di ortografia e testo gonfiato. Maiuscole a raffica, punti esclamativi a catena, caratteri ripetuti: vengono letti come segnali di scarsa qualità.
  • Contenuti su prodotti regolamentati. Un ristorante può pubblicare post, ma il post non deve ruotare attorno a un prodotto regolamentato come l’alcol. La serata di degustazione si può raccontare, la bottiglia in promozione è un terreno scivoloso.
  • Promozioni scadute lasciate online. Se usi l’aggiornamento invece dell’offerta, niente scade da solo. Devi ricordarti di cancellare.
  • Link che portano altrove. Il pulsante deve portare a una pagina tua e coerente, non a un reindirizzamento o a una pagina generica.

Un’ultima cosa, che conta più dei post: se gli orari di apertura sulla scheda sono sbagliati, o se gli attributi del locale sono vuoti, nessun post rimedia. I post sono la ciliegina. Prima si sistema la torta.

Una routine che puoi davvero mantenere

Non ti propongo il post quotidiano, perché non lo farai e dopo due settimane smetterai. Quello che regge, nei locali che seguo, è un ritmo lento e regolare: un post a settimana quando hai qualcosa da dire, più un post datato per ogni cosa che ha una scadenza (la serata, il menu delle feste, la chiusura per ferie). Dieci minuti il lunedì mattina, prima del carico.

Se quei dieci minuti non li hai, fatteli fare da chi ti gestisce la comunicazione, ma chiedi di vedere il risultato sulla scheda, non lo screenshot di un piano editoriale. E se vuoi che la scheda del tuo ristorante venga messa a posto da cima a fondo, dagli orari alle categorie fino ai post, qui trovi i nostri servizi.

Domande frequenti

Quanti post devo pubblicare a settimana?

Non esiste un numero giusto, perché Google non dichiara nessuna frequenza premiata. Il criterio utile è l’opposto: pubblica quando hai qualcosa che un cliente trova utile sapere. Un post a settimana fatto bene vale più di quattro riempitivi.

Un post su Google sostituisce Instagram?

No, fanno due lavori diversi. Instagram lavora su chi non ti conosce o non ti stava pensando. Il post sulla scheda lavora su chi ti ha appena cercato e deve decidere. Se devi scegliere dove mettere i dieci minuti, parti dalla scheda: quello è il pubblico più vicino alla prenotazione.

Per quanto tempo resta visibile un post?

Gli aggiornamenti restano sulla scheda e vengono archiviati dopo sei mesi, a meno che non abbiano un intervallo di date impostato. Offerte ed eventi seguono le date che hai scelto tu. Per questo, se la cosa scade, conviene usare quei due formati.

Se smetto di pubblicare, la scheda viene penalizzata?

Non c’è nessuna indicazione di Google in questo senso. Una scheda senza post non viene retrocessa. Perde solo un pezzo di racconto nel momento in cui qualcuno la sta guardando, e per un ristorante quel momento è spesso il più importante della giornata.

In due righe

I post sulla scheda Google non sono la scorciatoia per salire nelle ricerche, e chi te li vende così sta semplificando troppo. Sono uno strumento di conversione: parlano a chi ti ha già trovato e sta decidendo se entrare. Con una foto vera, un’informazione utile e il formato giusto togli dubbi e telefonate. Fatti per fare numero, non servono a niente.

Parti dal prossimo cambio che hai in programma: un piatto nuovo, una serata, un orario diverso. Tre frasi, la foto del piatto, pubblica.

Una scheda Google aggiornata non è un lavoro da agenzia. È un quarto d’ora a settimana, fatto sempre.

Ci vediamo su Instagram

Qui sul blog scrivo le guide. Su Instagram faccio la parte che non entra in un articolo: ogni giorno prendo un’attività locale che seguo, apro la sua scheda Google davanti a te e ti mostro cosa abbiamo cambiato e che effetto ha avuto. Numeri veri, anche quando non sono quelli che speravamo.

Seguimi su Instagram: @saratufo

Leave a comment

Il presente è Digitale, il tuo futuro lo programmiamo insieme

Iscrivi alla nostra newsletter e non perderti le ultime novità dal mondo digitale
[newsletter_form]
Social
Ciao 👋

Hey, scrivici senza impegno.

info@gobrand.it

Gobrand© è un prodotto di Novarise Consulting FZCO – License Number: 61290 | Copyright 2025 | All Rights Reserved.