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Google Business Profile: le funzioni che i ristoratori non usano mai

Apri il pannello della tua scheda Google e conta le voci che non hai mai cliccato. Nella maggior parte dei ristoranti sono sempre le stesse: menu, ordini, prenotazioni, orari speciali, domande e risposte, statistiche. Sono gratis, stanno nello stesso pannello che usi per cambiare un orario, e quasi nessuno le tocca.

Non è pigrizia: sono funzioni nascoste dietro due o tre tap, senza nessuno che ti avvisi che esistono. Qui te le elenco una per una, con il senso pratico per un locale e l’ordine in cui conviene sistemarle. Se la scheda è ancora da impostare nelle basi (nome, categoria, verifica), parti dalla guida completa alla scheda Google per ristoranti e poi torna qui.

1. Il menu scritto dentro Google, non solo il PDF

Quasi tutti si fermano al link del sito o alla foto del menu appeso alla porta. Per i ristoranti, invece, Google mette a disposizione un editor del menu vero e proprio: puoi creare le sezioni, inserire i singoli piatti con descrizione e prezzo, indicare quale menu è quello principale e aggiungere l’indirizzo della pagina del menu sul tuo sito. Lo trovi elencato nella guida ufficiale di Google per i ristoranti, insieme alle altre funzioni dedicate ai locali. Se oggi il tuo menu è solo un PDF, prima di travasarlo dentro Google leggi come fare un menu digitale che i clienti leggono davvero.

Il motivo per cui conviene scriverli è banale e lo vedi su te stesso: un PDF aperto da telefono obbliga a zoomare, scorrere, tornare indietro. I piatti inseriti come testo si leggono dentro la scheda, mentre la persona è ferma sul marciapiede davanti al locale e deve decidere se entrare. Meno attriti, meno gente che chiude e passa al ristorante accanto.

Cosa fare in pratica

  • Crea tre o quattro sezioni, non quindici: antipasti, primi, secondi, dolci.
  • Inserisci i piatti che fai tutto l’anno, non quelli che cambi ogni settimana.
  • Metti i prezzi veri e aggiornali quando li cambi in sala.
  • Carica anche due o tre foto dei piatti che hai scritto, così il nome ha un’immagine accanto.
  • Se hai più menu (pranzo, cena, asporto), indica a Google quale deve mostrare per primo.

2. Ordini e prenotazioni: il pulsante che oggi non hai

Sulla scheda di un ristorante Google può mostrare un pulsante per ordinare da asporto o a domicilio e uno per prenotare un tavolo, con la possibilità di indicare quale fornitore preferisci fra quelli collegati. Se non hai mai aperto questa sezione, il pulsante o non c’è o punta a un servizio scelto da qualcun altro. Vale la pena controllare: è il punto in cui una persona decisa a mangiare da te smette di cercare e prenota.

Se usi un gestionale di prenotazioni, collegalo e verifica che il nome che compare sia quello giusto. Se non ne usi nessuno, il minimo sindacale è un numero di telefono cliccabile e un link che porta a una pagina dove si prenota davvero, non alla home del sito. Su come impostare il flusso e cosa chiedere al cliente ho scritto un pezzo a parte sulle prenotazioni online per ristoranti.

3. Orari speciali e orari per servizio

Gli orari normali li hai messi. Il problema sono i giorni diversi dagli altri: il 25 dicembre, il ponte, la settimana di chiusura, il lunedì in cui fai solo cena. Google ha una voce dedicata, gli orari speciali, che serve esattamente a questo: cambi il singolo giorno senza toccare gli orari della settimana.

  1. Apri la gestione degli orari dalla tua scheda e cerca la voce degli orari speciali.
  2. Aggiungi la data e indica se sei chiuso oppure da che ora a che ora apri.
  3. Se quel giorno fai pranzo e cena, inserisci due fasce separate, non una lunga.
  4. Se chiudi per sette giorni o più, oppure non sai quando riapri, non usare gli orari speciali: segna l’attività come chiusa temporaneamente.
  5. Controlla che gli orari principali siano impostati su “aperto con gli orari principali”, perché gli orari speciali compaiono solo in quel caso.

Quest’ultimo punto è il classico motivo per cui un ristoratore mi scrive dicendo che Google ignora i suoi orari di Natale: li ha inseriti, ma la scheda era impostata in un altro modo e non li mostrava. Le regole e i casi particolari, compreso l’orario che passa la mezzanotte, sono spiegati nella pagina di Google sugli orari speciali.

Accanto agli orari speciali c’è un’altra voce che quasi nessuno compila: gli altri orari, cioè gli orari per singolo servizio. Se la consegna a domicilio finisce un’ora prima della cucina, o se l’asporto parte alle 18, puoi dirlo. È informazione che ti risparmia telefonate inutili e clienti che arrivano quando la cucina è già chiusa.

Due minuti al giorno su Instagram. Ogni giorno racconto cosa succede alle schede Google dei locali che seguo: quante ricerche, quante chiamate, cosa è cambiato dopo una modifica. Numeri veri, locali veri. Seguimi qui.

4. Domande e risposte: la sezione che riempiono gli altri

Sotto le recensioni, su molte schede, c’è uno spazio dove le persone fanno domande sul locale. Il punto da capire è questo: a quelle domande può rispondere chiunque, non solo tu. Google stesso spiega ai suoi utenti come rispondere alle domande su un luogo. Quindi se non la presidi, la tua scheda racconta la tua cucina con le parole di uno sconosciuto che è passato una volta.

Il modo più semplice di usarla è anticipare. Pensa alle cinque domande che ti fanno al telefono ogni settimana: si può venire con il cane, c’è il seggiolone, fate opzioni senza glutine, c’è parcheggio, si paga con il bancomat. Pubblicale come domande e rispondi tu, in modo breve e preciso. Non è un trucco: è portare sulla scheda le risposte che dai a voce venti volte al mese.

Due accortezze: usa un linguaggio da persona, non da modulo, e rileggi ogni tanto le risposte vecchie. Un “sì, siamo aperti anche a pranzo” scritto due anni fa e rimasto lì mentre hai cambiato gli orari fa più danni di una domanda senza risposta.

5. Aggiornamenti, offerte ed eventi

Dentro la scheda puoi pubblicare brevi aggiornamenti: una novità, un’offerta, un evento con data e ora. Sono la funzione più ignorata di tutte, probabilmente perché somigliano a un social network e il ristoratore pensa “ne ho già tre da gestire”.

Il senso però è diverso. Un aggiornamento non serve a farsi seguire, serve a chi sta già guardando la tua scheda in quel momento e non ha ancora deciso. Il menu di San Valentino, la serata con il produttore di vino, la chiusura per ferie, il nuovo dehors: sono informazioni che rispondono a una domanda concreta mentre la persona decide. Ho messo i formati che funzionano e quelli da evitare nell’articolo sui post su Google per i ristoranti.

Regola pratica: un aggiornamento alla settimana è già più di quanto fa il novanta per cento dei locali intorno a te. Se non riesci, fai almeno quelli legati alle date: festività, chiusure, eventi.

6. Le statistiche: dove guardi per capire se sta funzionando

La scheda ti dice cosa fa la gente. Fra i dati che Google mostra ai ristoranti ci sono le ricerche con cui ti trovano, i clic sul menu e le prenotazioni completate. Non sono numeri da agenzia, sono tre informazioni che puoi leggere in cinque minuti il primo del mese.

Cosa farne, concretamente. Se vedi che ti cercano per nome, i clienti sanno già chi sei e la scheda sta lavorando sulla fedeltà. Se ti trovano con ricerche generiche (pizzeria, ristorante di pesce, dove mangiare vicino a), stai intercettando gente nuova e vale la pena curare categoria, foto e menu. Se i clic sul menu sono pochi rispetto alle visualizzazioni, probabilmente il menu non è leggibile o non c’è. Una cosa alla volta, e confronta sempre lo stesso mese dell’anno prima: un ristorante a febbraio non si confronta con agosto.

7. Checklist: cosa attivare e in quanto tempo

Funzione A cosa serve Tempo
Menu scritto nella scheda Far leggere i piatti senza aprire un PDF 40 minuti
Pulsante ordini e prenotazioni Chiudere la prenotazione dove nasce la ricerca 20 minuti
Orari speciali Evitare clienti davanti alla porta chiusa 10 minuti
Altri orari (asporto, consegna) Ridurre telefonate e malintesi 10 minuti
Domande e risposte Rispondere tu alle domande ricorrenti 30 minuti
Aggiornamenti Comunicare eventi, offerte e chiusure 10 minuti a settimana
Statistiche Capire come ti cercano e cosa cliccano 5 minuti al mese

Tutto insieme è un pomeriggio di lavoro, una volta. Poi diventa manutenzione: dieci minuti a settimana e una lettura dei dati al mese.

Domande frequenti

Devo pagare qualcosa per queste funzioni

No. Il profilo dell’attività e le funzioni elencate qui sono gratuite. Quello che paghi, se vuoi, è la pubblicità, che è una cosa diversa e non sostituisce una scheda messa a posto.

Se compilo il menu su Google perdo clienti sul mio sito

Nella pratica succede il contrario: la persona che legge i piatti sulla scheda capisce se è il posto giusto e poi cerca la pagina delle prenotazioni. Tieni comunque il link al menu del sito compilato, così chi vuole la versione completa la trova.

Quanto tempo passa prima che le modifiche si vedano

Alcune modifiche compaiono subito, altre passano da un controllo di Google e possono richiedere qualche giorno, specialmente se riguardano nome, categoria o indirizzo. Se dopo una settimana non vedi nulla, controlla che la modifica sia stata accettata e non rimasta in sospeso: la pagina di Google sulla modifica del profilo spiega dove verificarlo.

Ho più locali, devo fare tutto questo su ognuno

Sì, perché ogni locale ha menu, orari e domande diversi. La buona notizia è che il secondo e il terzo richiedono meno tempo: hai già deciso struttura e testi, li adatti.

Da dove parti domani

Scegli una sola funzione di quelle qui sopra, la più vicina al problema che hai adesso. Se ti arrivano telefonate per sapere se sei aperto, parti dagli orari. Se la gente guarda e non prenota, parti dal menu e dal pulsante di prenotazione. Non serve fare tutto in un giorno: serve non lasciare la scheda esattamente com’era un anno fa.

Se preferisci che la parte tecnica la sistemi qualcun altro mentre tu stai in cucina, guarda come lavoro con i ristoranti e le attività locali.

Vuoi vedere queste funzioni su locali veri

Su Instagram pubblico ogni giorno un pezzo di lavoro reale: la scheda di un ristorante prima e dopo, le ricerche con cui lo trovano, le chiamate arrivate dopo una modifica agli orari o al menu. Niente teoria e niente promesse, solo quello che vedo nei pannelli dei locali che seguo.

Seguimi su instagram.com/saratufo: se hai un dubbio sulla tua scheda, scrivimi in direct, rispondo io.

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