Un ristoratore mi ha scritto la settimana scorsa: sito nuovo, pagato bene, e le prenotazioni identiche a prima. Apro la pagina dal telefono: parte un video del tagliere a schermo pieno, il numero di telefono sta in fondo alla pagina contatti e il menu è un PDF di sei pagine che si apre storto. Il problema non era il budget. Era che quel sito non era costruito per far fare niente a chi arrivava.
La risposta in breve: il sito di un ristorante serve a far compiere un’azione a chi lo apre, cioè prenotare, telefonare, leggere il menu o capire come arrivare. Tutto il resto è decorazione. Un sito che lavora sta in cinque o sei schermate, si apre veloce dal telefono e in dieci secondi dice dove sei, cosa si mangia, più o meno quanto si spende e come si prenota. Se una di queste quattro cose non è immediata, il sito non sta facendo il suo lavoro, per quanto sia bello.
Chi arriva sul tuo sito è quasi sempre a metà strada
Questa è la parte che cambia tutto il ragionamento. Quasi nessuno cerca il tuo sito per scoprirti: ti ha già trovato altrove, di solito su Google Maps o su una ricerca di zona. Apre il sito per avere una conferma, cioè capire se è il posto giusto per la serata che ha in testa, e poi prenotare.
Significa che il sito non deve convincere uno sconosciuto da zero: deve togliere i dubbi residui e rendere facilissima l’azione finale. Scheda Google e sito lavorano in coppia, la scheda ti fa trovare e il sito chiude. Se vuoi partire dal lato scheda, guarda il profilo dell’attività su Google per ristoranti, perché un sito ordinato appoggiato su una scheda sbagliata porta pochissimo.
Le cinque cose che il sito di un ristorante deve fare
Mettile in fila e guarda il tuo sito con questa lista aperta. Se una manca, hai trovato il primo lavoro da fare.
- Dire dove sei e come ci si arriva. Indirizzo in chiaro, non dentro un’immagine, con link alla mappa e una riga sul parcheggio o sulla fermata più vicina.
- Mostrare il menu in pagina web. Non un PDF da scaricare: una pagina che si legge sul telefono senza pizzicare lo schermo, con i prezzi aggiornati.
- Far prenotare in due tap. Un bottone che si vede senza scorrere e che apre il telefono o il modulo di prenotazione. Non un indirizzo email da copiare a mano.
- Dire gli orari veri, compresi i giorni di chiusura. Allineati a quelli della scheda Google, altrimenti qualcuno arriva a saracinesca chiusa e ti lascia una recensione da una stella.
- Far capire che tipo di serata è. Quattro o cinque foto vere del locale pieno e dei piatti come escono dalla cucina, non immagini prese da una banca dati.
Se vuoi che il bottone prenota serva a qualcosa, prima devi avere un canale che riceve: qui trovi i criteri per attivare le prenotazioni online senza complicarti la vita.
Cosa serve e cosa è spreco
| Dove mettere i soldi | Dove li stai buttando |
|---|---|
| Menu in pagina web, aggiornato | Menu in PDF da scaricare |
| Bottone prenota sempre visibile | Modulo contatti con otto campi |
| Foto vere del locale e dei piatti | Foto stock di cucine che non sono la tua |
| Pagina che si apre in un paio di secondi | Video a schermo pieno in apertura |
| Testi brevi che dicono cosa si mangia | Pagina storia con la biografia del nonno |
| Orari e contatti corretti e allineati | Musica che parte da sola |
| Una pagina per ogni sede, se ne hai più di una | Blog aggiornato due volte e poi abbandonato |
Sulla storia del locale mi fermo un secondo, perché è il punto su cui discuto più spesso. La storia vende, ma non in apertura e non in tre paragrafi: due righe vere valgono più di una pagina che nessuno apre.
Il menu è la pagina più vista del tuo sito
Guarda le statistiche di qualsiasi sito di ristorante e la pagina del menu sta sempre in cima. È anche quella trattata peggio: PDF caricato una volta e mai più toccato, prezzi vecchi, allergeni assenti.
Il minimo è una pagina web con i piatti divisi per portata, i prezzi aggiornati e gli allergeni indicati. Se il menu cambia spesso e ogni volta devi chiamare chi ti ha fatto il sito, il problema si risolve passando a uno strumento che aggiorni tu: Clicmenu, un altro prodotto nostro, trasforma la foto o il PDF del menu in una pagina digitale con QR code, allergeni e traduzioni, così la modifica la fai in un minuto dal telefono. Su come si scrive un menu che le persone leggono fino in fondo abbiamo una guida a parte: come fare un menu digitale che leggano davvero.
Velocità e telefono: i due controlli che fanno più danno
Il sito di un ristorante si apre quasi sempre in strada, con una connessione mediocre, da qualcuno che ha fame e poca pazienza. Se la pagina ci mette troppo, quella persona torna su Maps e apre il locale dopo di te. Per accorgertene basta il tuo telefono: spegni il wifi e apri il sito. Se nei primi due secondi non vedi niente di utile, hai un problema di peso, quasi sempre immagini enormi o un video in apertura.
Google considera l’esperienza di pagina tra i segnali che contano e spiega cosa guarda nella sua documentazione sulla page experience. Tradotto per te: un sito lento non è solo fastidioso per il cliente, è anche più difficile da far salire.
Secondo controllo, il più banale e il più ignorato: il numero di telefono deve essere cliccabile. Molte prenotazioni si perdono perché il numero è scritto dentro un’immagine e dal cellulare non si può toccare per chiamare.
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Le informazioni che Google deve poter leggere
C’è una parte del sito che non serve ai clienti ma ai motori di ricerca e agli assistenti che oggi rispondono al posto tuo. Sono i dati strutturati: un pezzo di codice che dichiara in modo esplicito che sei un ristorante, dove sei, che orari fai, qual è il tuo numero di telefono. Google documenta il formato nella pagina sui dati strutturati per le attività locali, e chi ti gestisce il sito dovrebbe saperlo fare in mezz’ora.
Google chiede anche coerenza tra sito e scheda: nei suoi suggerimenti per il posizionamento locale mette al primo posto informazioni complete e aggiornate. Nome, indirizzo, orari e telefono devono dire la stessa cosa nei due posti. Se sul sito hai ancora il vecchio numero, stai dando a Google due versioni della tua attività e lo metti nella condizione di fidarsi meno.
Come capire in dieci minuti se il tuo sito sta lavorando
Fai questi sei passaggi con il telefono in mano, non dal computer dell’ufficio.
- Spegni il wifi, apri il sito e conta mentalmente i secondi prima di vedere qualcosa di leggibile.
- Senza scorrere, cerca il bottone per prenotare. Se non lo vedi, va spostato in alto.
- Tocca il numero di telefono. Se non parte la chiamata, è un’immagine e va sostituito con del testo.
- Apri il menu. Se si scarica un file invece di aprirsi una pagina, metti la conversione in cima alla lista.
- Controlla prezzi e orari riga per riga e confrontali con la scheda Google.
- Chiedi a due clienti abituali di prenotare dal sito mentre li guardi, senza aiutarli. Dove si bloccano loro è dove perdi gli altri.
Questo giro ti dice già quasi tutto quello che c’è da sistemare, e quasi niente di quello che trovi richiede un sito nuovo. Nella maggior parte dei casi si tratta di spostare tre elementi e riscrivere due pagine.
Domande frequenti
Mi basta la scheda Google o serve anche il sito?
Se fai soprattutto pranzi di lavoro e lavoro di passaggio, una scheda Google curata con menu e foto aggiornate ti porta più lontano di un sito mediocre. Se invece lavori su cene, gruppi, eventi privati o turisti che decidono prima di partire, il sito serve: è il posto dove chiudi la prenotazione e dove racconti cose che nella scheda non stanno.
Quanto deve essere grande il sito di un ristorante?
Cinque pagine coprono quasi tutti i casi: home, menu, prenota, dove siamo con orari e contatti, e una pagina sul locale. Se hai sale per eventi o più sedi, aggiungi una pagina per ognuna. Oltre questo si entra nel territorio delle pagine che nessuno apre e che ti costano solo manutenzione.
Meglio farlo fare a un’agenzia o da solo con un costruttore di siti?
Dipende da quanto tempo hai, non da quanto sei capace. Gli strumenti di oggi permettono di fare da soli un sito pulito di cinque pagine. Quello che manca a chi fa da solo non è la grafica, sono le scelte: dove va il bottone, cosa si taglia, come si scrivono i testi. Se fai da te, copia la struttura qui sopra e non inventare nulla. Se invece hai in mano un preventivo, ti aiuta sapere quanto costa il sito di un ristorante e quali voci ne fanno il prezzo.
Le prenotazioni dal mio sito mi fanno risparmiare sulle commissioni dei portali?
Una prenotazione che arriva dal tuo sito con una chiamata o un modulo tuo non passa da intermediari, quindi su quella non paghi commissioni. I sistemi di prenotazione hanno comunque un costo, fisso o a coperto: il confronto va fatto sul tuo volume reale. La differenza vera è un’altra: il contatto resta tuo e lo puoi richiamare a gennaio.
Da dove partire
Non buttare il sito che hai. Fai il giro dei sei controlli, scrivi le tre cose che non funzionano e sistema quelle: quasi sempre sono il menu in PDF, il bottone prenota troppo in basso e le immagini troppo pesanti. Se il sito è così vecchio da non poter essere sistemato, allora si parla di rifarlo, ma partendo da cinque pagine e non da quindici.
Se preferisci che a guardarlo sia qualcuno da fuori, puoi prenotare un’ora di consulenza gratuita sul tuo locale: guardiamo insieme sito e scheda Google e ti dico cosa sistemare prima, anche se poi lo fai da solo. Se invece vuoi capire come lavoriamo di solito, trovi tutto nei nostri servizi per le attività locali.
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Su Instagram pubblico ogni giorno quello che succede nei locali che seguiamo: cosa abbiamo cambiato e cosa si è mosso dopo, compreso quello che non ha funzionato. Lì vedi questi ragionamenti applicati su attività come la tua.
