Hai aperto la scheda Google, hai caricato le foto, hai iniziato a raccogliere recensioni. Poi cerchi dal telefono di un amico “pizzeria” seguito dal nome della tua zona e non ci sei, mentre compare un locale aperto da sei mesi con meno recensioni delle tue. Prima di dare la colpa alle recensioni, guarda una cosa sola: la categoria principale che hai scelto il primo giorno e che probabilmente non hai piu toccato.
E il campo piu sottovalutato della scheda, e anche il piu veloce da sistemare.
Cosa fa davvero la categoria principale
La categoria non e una descrizione del tuo locale. E il modo in cui dici a Google per quali ricerche vuoi essere preso in considerazione. Quando qualcuno digita “trattoria” o “ristorante di pesce”, Google non legge il tuo menu: guarda prima di tutto quale categoria ti sei assegnato, e da li decide se sei un candidato per quella ricerca oppure no. Vale lo stesso ragionamento per gli altri campi che aggiorni di rado, a partire dagli orari di apertura e dagli errori che ti costano coperti.
Google stesso spiega che il posizionamento locale poggia su tre pilastri: pertinenza, distanza e notorieta (le trovi descritte nei consigli ufficiali per migliorare il posizionamento locale). La distanza non la controlli, la notorieta si costruisce nel tempo. La pertinenza invece la imposti tu, e la categoria principale e la leva piu diretta che hai.
Detto in modo brutale: se la categoria e sbagliata, puoi avere quattrocento recensioni a cinque stelle e restare fuori dalla ricerca che ti porterebbe coperti.
L’errore che vedo in quasi ogni scheda
Il caso classico e la pizzeria che si mette come “Ristorante”. Il ragionamento fila: serviamo anche primi e secondi, quindi siamo un ristorante. Il problema e che chi ha voglia di pizza cerca “pizzeria”, e in quella ricerca tu non esisti.
La regola di Google e semplice e sta nelle linee guida per rappresentare la tua attivita: la categoria deve completare la frase “questa attivita E una…”, non “questa attivita HA…” oppure “questa attivita VENDE…”. Hai il forno a legna: non e una categoria. Fai anche colazione: non e la categoria principale. Sei una pizzeria: quella e la categoria.
L’altro errore, speculare, e la categoria troppo stretta. Il locale che si mette solo come “Pizza al taglio” quando in realta ha trenta coperti e la sera lavora a tavolo. Perdi tutte le ricerche di chi vuole sedersi a cena.
Come scegliere la categoria principale in cinque passi
- Scrivi cosa cerca chi ti sceglie, non cosa fai tu. Prendi le ultime venti prenotazioni e chiediti con che parola quelle persone ti avrebbero cercato su Google se non ti conoscessero. Quasi sempre esce una parola sola, e non e “ristorante”.
- Guarda i tuoi incassi, non le tue ambizioni. Se il settanta per cento del fatturato viene dalla pizza, sei una pizzeria, anche se il tuo cuoco fa un ottimo branzino. La categoria principale segue i soldi, non l’orgoglio.
- Controlla chi sta gia sopra di te. Fai la ricerca che ti interessa in incognito, apri le schede dei primi tre risultati e leggi la categoria che compare sotto il nome. Se tutti e tre hanno la stessa categoria e tu ne hai un’altra, hai la risposta.
- Verifica che la categoria esista nella lista di Google. Non puoi inventarla. Nel pannello di modifica inizia a digitare la parola: se non compare nei suggerimenti, quella categoria non esiste e devi scegliere la piu vicina.
- Scegli la piu specifica tra quelle vere. A parita di correttezza, “Trattoria” batte “Ristorante”, “Ristorante di pesce” batte “Trattoria”. Ma solo se corrisponde davvero a cosa sei: forzare una categoria che non ti appartiene ti espone a segnalazioni e a clienti delusi.
Categoria principale e categorie secondarie: come si dividono i compiti
La scheda ti lascia aggiungere piu categorie, e qui si fanno molti pasticci. Non sono tutte uguali e non hanno lo stesso peso.
| Campo | Quante | A cosa serve |
|---|---|---|
| Categoria principale | Una sola | Definisce cosa sei. E il campo che pesa di piu sulla pertinenza. Cambiala solo con un motivo serio. |
| Categorie secondarie | Poche, due o tre | Coprono le altre cose che fai davvero e che portano ricerche: “Pizza da asporto”, “Bar”, “Sala per banchetti”. |
| Servizi | Quanti ne servono | Dettagliano l’offerta dentro la categoria. Google spiega come gestirli nella guida su come gestire i servizi sul profilo. |
| Attributi | Tutti quelli veri | Rispondono a filtri concreti: dehors, accessibilita, adatto ai bambini, prenotazione consigliata. |
Il criterio per le secondarie e uno solo: aggiungi una categoria se e vera e se esiste qualcuno che cerca proprio quella cosa. Aggiungerne otto per coprire tutto non ti fa apparire ovunque, ti rende meno riconoscibile su quella che conta.
Una categoria principale giusta e tre secondarie oneste lavorano meglio di dieci categorie messe a caso. Google non premia chi occupa piu caselle, premia chi e chiaro.
Ogni giorno pubblico un caso vero. Schede di ristoranti che seguo, con i numeri prima e dopo: quante ricerche entravano, quante entrano adesso, cosa abbiamo cambiato. Se ti va di vedere come si muovono i dati su casi reali, sono su Instagram come saratufo.
I casi difficili: quando il tuo locale non entra in una casella
Non tutti i locali sono una pizzeria o una trattoria. Ecco come ragiono sui casi ibridi, quelli che mi arrivano piu spesso.
Pizzeria che la sera lavora anche a ristorante
Categoria principale “Pizzeria”, secondaria “Ristorante”. La pizza e la ricerca ad alto volume e a intento immediato, il ristorante e la coda lunga. Se fai l’opposto perdi la ricerca piu redditizia per proteggere quella piu generica.
Agriturismo con camere
Qui dipende da dove arrivano gli incassi. Se il grosso e la cucina, la principale e “Agriturismo” con secondaria “Ristorante”. Se il grosso sono i pernottamenti, la principale segue l’alloggio. Un solo profilo non puo vincere entrambe le partite con la stessa forza: decidi quale ti serve di piu adesso.
Bistrot, cocktail bar con cucina, locale ibrido
Il nome che ti sei dato tu conta zero per Google. Conta la parola che usa il cliente. Se le persone entrano da te per bere e restano a mangiare, la principale e il bar. Se prenotano un tavolo per cena e poi bevono, la principale e il ristorante.
Ristorante dentro un hotel
Se e aperto anche a chi non alloggia, merita una scheda propria con categoria propria. Se serve solo gli ospiti, resta una funzione dell’hotel.
Cambiare categoria senza fare danni
Cambiare la categoria principale e un’operazione normale, non una procedura rischiosa. Ma va fatta con ordine, perche una modifica sostanziale puo far ripassare la scheda dai controlli di Google e in alcuni casi richiedere una nuova verifica.
- Segnati i numeri di partenza. Prima di toccare qualsiasi cosa, apri le statistiche della scheda e annota ricerche, chiamate e richieste di indicazioni dell’ultimo mese. Senza il prima non saprai mai se il dopo e migliorato.
- Cambia una cosa sola. Non toccare categoria, nome e descrizione lo stesso giorno. Se cambi tutto insieme e qualcosa peggiora, non saprai cosa e stato.
- Controlla che il resto sia coerente. Se diventi “Pizzeria”, la parola pizza deve comparire nelle foto, nel menu caricato e nei contenuti del sito. Una categoria che nessun altro segnale conferma vale poco.
- Verifica il sito. Se sul sito hai i dati strutturati, allinea il tipo di attivita e la cucina servita seguendo la documentazione di Google sui dati strutturati per le attivita locali.
- Aspetta e misura. Dai al cambio tre o quattro settimane, e confronta con lo stesso periodo dell’anno prima, non con la settimana precedente (la stagionalita falsa ogni lettura a caldo).
- Tieni la scheda verificata. Se non lo e, il rischio che una modifica resti in sospeso e piu alto: qui trovi tutti i metodi di verifica della scheda Google e quale conviene.
La categoria da sola non basta
Sistemare la categoria e il passo che da il risultato piu rapido a parita di fatica, ma resta un pezzo di un lavoro piu ampio. Sopra di te, nel blocco dei primi tre risultati, ci finisce chi ha la categoria giusta e anche recensioni recenti, foto aggiornate, orari corretti e un sito che risponde. Se stai partendo adesso, la guida completa alla scheda Google per ristoranti mette in fila tutti i passaggi nell’ordine giusto, e se vuoi capire cosa determina l’ingresso nei primi tre risultati ti serve capire come funziona il Local Pack di Google e come ottimizzarlo.
Domande frequenti
Quante categorie posso mettere sulla scheda del mio ristorante?
Una principale, obbligatoria, piu un certo numero di secondarie. Il limite tecnico e alto, ma il consiglio pratico e restare su due o tre secondarie davvero pertinenti. Google chiede esplicitamente di usare il minor numero possibile di categorie per descrivere l’attivita: riempire tutte le caselle disponibili non aiuta.
Cambiare categoria mi fa perdere le recensioni?
No. Le recensioni sono legate alla scheda, non alla categoria. Restano tutte, con voto medio e risposte. Quello che puo cambiare e per quali ricerche la scheda viene mostrata, che e esattamente il motivo per cui stai facendo la modifica.
Posso mettere la parola chiave nel nome invece che nella categoria?
No, e non conviene provarci. Il nome sulla scheda deve essere il nome reale dell’attivita, quello dell’insegna. Aggiungere “pizzeria napoletana forno a legna” dopo il nome e una violazione delle linee guida e ti espone a segnalazioni dei concorrenti e alla sospensione della scheda. La categoria esiste proprio per dire quella cosa nel modo consentito.
Quanto tempo passa prima di vedere un effetto?
La modifica in genere viene recepita in fretta, ma l’effetto sulle ricerche non e immediato ne garantito: dipende da quanti concorrenti hanno gia quella categoria nella tua zona e da quanto sei forte sugli altri segnali. Ragiona su tre o quattro settimane di dati, non su tre giorni.
In pratica, da domani
Apri la tua scheda, guarda la categoria principale e chiediti una cosa sola: e la parola che userebbe un cliente che non ti conosce? Se la risposta e no, hai trovato il lavoro della settimana. Se non sei sicuro di quale sia la scelta giusta per il tuo caso, o se il tuo locale e uno di quelli ibridi, dai un’occhiata a come lavoriamo sulla visibilita locale delle attivita oppure scrivimi dalla pagina contatti e assistenza: la scheda la guardiamo insieme e capiamo in dieci minuti se il problema e li.
Su Instagram trovi il lavoro vero, non la teoria.
Ogni giorno pubblico un caso di un’attivita locale che seguo: la scheda com’era, cosa abbiamo cambiato, i numeri delle settimane dopo. Categorie sbagliate, orari mai aggiornati, recensioni lasciate senza risposta: sono sempre gli stessi errori, e vedere come si correggono su un locale simile al tuo vale piu di dieci guide.
Seguimi su Instagram, sono saratufo, e se hai un dubbio sulla tua categoria scrivimi in direct: rispondo io.
