Digiti il nome del tuo locale su Google Maps e non lo trovi. Oppure lo trovi tu, ma il cliente che a cinquecento metri da te cerca “dove mangiare” vede tre nomi e il tuo non c’è. Sono due problemi diversi, con cause diverse, e conviene capire quale dei due hai prima di mettersi a cambiare cose a caso.
Qui sotto trovi le cause reali, in ordine da quella più banale a quella più seria, e una diagnosi che puoi fare in mezz’ora con il telefono in mano.
Prima distinzione: non esisti o non ti posizioni
Sono due scenari che si curano in modo opposto, e confonderli è il motivo per cui tanti ristoratori lavorano per settimane sulla cosa sbagliata.
- La scheda non compare affatto. Cerchi il nome esatto del tuo ristorante con la città accanto e Maps non ti restituisce nulla. Qui il problema è tecnico o amministrativo: verifica, sospensione, duplicati, dati che violano le regole.
- La scheda compare solo se la cerchi per nome. Ti trovi digitando “Trattoria Da Marco Verona”, ma sparisci quando qualcuno cerca “trattoria Verona centro”. Qui il problema è di posizionamento: ci sei, ma Google non ti considera la risposta migliore per quella ricerca.
Il secondo caso è di gran lunga il più comune. Molti pensano di essere invisibili quando in realtà sono quarti o quinti, e il quarto posto su Maps vale quasi zero: nessuno scorre.
Perché la scheda non compare affatto
Se davvero non esci nemmeno cercando il nome esatto, le cause sono poche e quasi sempre una di queste.
Non hai completato la verifica
Su questo la documentazione di Google è netta: solo le attività verificate possono mostrare le proprie informazioni su Maps e nella Ricerca. Se hai creato la scheda e poi hai lasciato a metà il passaggio della verifica (cartolina, telefono, video), per i clienti tu non ci sei. Capita spesso quando la scheda l’ha aperta un dipendente o un fornitore e nessuno ha più ricevuto il codice.
La scheda è troppo nuova
Google avvisa che per un’attività appena inserita il posizionamento nei risultati può richiedere fino a un mese, e che le modifiche ai dati possono volerci alcuni giorni per diventare visibili. Se hai aperto la scheda martedì, non è ancora il momento di preoccuparsi: è il momento di completarla.
La scheda è sospesa
Una sospensione la riconosci dal pannello di gestione e da una notifica che arriva all’account Google che amministra il profilo. Le cause più frequenti sono un nome gonfiato di parole chiave, un indirizzo che non corrisponde a un luogo reale, un cambio di dati troppo brusco. Ne ho scritto nel dettaglio in cosa fare quando la scheda Google viene sospesa, con la procedura di ripristino passo per passo.
Hai due schede sullo stesso locale
Succede quando il locale cambia gestione, o quando qualcuno crea un secondo profilo invece di rivendicare quello che già esisteva. Google prevede una sola scheda per sede, quindi le due si fanno concorrenza e spesso resta visibile proprio quella che non gestisci tu. La soluzione è unirle: qui spiego come riconoscere e unire due schede Google dello stesso ristorante.
I tuoi dati violano le linee guida
Le linee guida di Google sulla rappresentazione delle attività chiedono due cose semplici: che il nome sia quello che hai sull’insegna, senza slogan, città o parole chiave aggiunte, e che l’indirizzo corrisponda a un posto fisico dove ricevi clienti. “Pizzeria Napoletana Forno a Legna Milano Centro” non è un nome, è una frase. Prima o poi Google la taglia, e nel frattempo la scheda resta fragile.
Ogni giorno un caso vero, su Instagram
Pubblico il lavoro sulle schede dei locali che seguo, con i numeri davanti: cosa ho cambiato e cosa è successo dopo. Se vuoi vedere come si muovono queste cose nella realtà, mi trovi su Instagram, @saratufo.
La diagnosi in sette passi
Mezz’ora, il telefono e un foglio. Fai i passaggi in ordine e fermati appena trovi qualcosa che non torna: nove volte su dieci il problema è uno solo.
- Da una finestra in incognito cerca il nome esatto del locale più la città. Se non esce nulla, il problema è di esistenza, non di posizionamento.
- Entra nel pannello di gestione del profilo con l’account che lo amministra e controlla se c’è un avviso di verifica incompleta o di sospensione.
- Cerca su Maps l’indirizzo del locale e guarda se compare una seconda scheda con un nome simile al tuo.
- Rileggi il nome della scheda come se fossi un ispettore: ci sono parole in più rispetto a quelle sull’insegna?
- Controlla la categoria principale. Se il tuo locale è una pizzeria e la categoria dice solo “Ristorante”, perdi in blocco le ricerche con la parola pizzeria.
- Controlla gli orari, festivi e chiusure settimanali compresi. Un locale indicato come chiuso non viene proposto a chi cerca adesso.
- Chiedi a due persone che abitano in zone diverse della città di cercare la tua categoria e dirti in che posizione ti vedono. Risposte diverse ti dicono già mezza storia.
Esisti ma non ti vedono: come ragiona Google
Google dichiara di costruire i risultati locali su tre fattori: pertinenza, distanza e notorietà. Vale la pena prenderli uno per uno, perché solo su due dei tre puoi fare qualcosa.
| Fattore | Cosa significa | Quanto puoi intervenire |
|---|---|---|
| Pertinenza | Quanto la tua scheda corrisponde a ciò che la persona ha cercato | Molto: categoria, attributi, servizi, descrizione, foto |
| Distanza | Quanto sei lontano da chi cerca, o dalla zona che ha indicato | Niente, e smetti di combatterla |
| Notorietà | Quanto il tuo locale è conosciuto, anche fuori da Google | Abbastanza: recensioni, menzioni, link, sito |
La distanza è il fattore che manda fuori strada più ristoratori. Se il locale è in periferia e tu ti cerchi dal centro, è normale non vederti: Google sta rispondendo a una persona che in quel momento è altrove. Ho spiegato questo meccanismo in come funziona il raggio di ricerca locale su Google, e capirlo ti risparmia mesi di lavoro inutile.
Sulla pertinenza, invece, il margine è reale e quasi sempre lasciato a terra: categoria principale giusta, categorie secondarie coerenti, attributi compilati, servizi dichiarati, foto recenti. Google può abbinarti soltanto alle parole che gli hai dato.
Le tre caselle che contano
Su Maps e nella Ricerca la partita vera si gioca su tre posizioni, quelle che vedi prima di dover toccare “altri risultati”. Entrare lì cambia quante volte suona il telefono. Restare quarto, molto meno. Ho messo nero su bianco cosa serve in come entrare nei primi tre risultati del Local Pack.
Un avvertimento, perché in giro c’è troppa fuffa: nessuno può garantirti una posizione. Google stesso scrive che non è possibile richiedere o pagare un posizionamento locale migliore. Chi te lo promette ti sta vendendo una cosa che non ha.
L’errore di prospettiva che fanno quasi tutti
Ti cerchi dal tuo telefono, dentro il locale, con il tuo account Google, e ti vedi primo. Poi un cliente ti dice che non ti ha trovato e tu pensi che si sia sbagliato. Le due cose stanno insieme: il risultato che vedi tu è costruito su dove sei, su cosa hai cercato prima e su cosa Google sa di te.
Per farti un’idea più onesta cerca in incognito, da una rete diversa, senza scrivere il nome del locale ma la categoria più la zona. E soprattutto chiedi ai clienti come ti hanno trovato: è la fonte di dati più sottovalutata che hai in sala, e non costa niente.
Domande frequenti
Quanto tempo serve perché una scheda nuova compaia su Maps?
Google indica che per un’attività appena creata il posizionamento nei risultati può richiedere fino a un mese, e che le modifiche ai dati possono volerci qualche giorno. Nel frattempo controlla che la verifica sia completata davvero, perché senza quella l’attesa non finisce mai.
Ho riaperto con un altro nome: devo creare una scheda nuova?
Nella maggior parte dei casi no: conviene aggiornare la scheda esistente, perché recensioni e storico hanno un valore che non si ricompra. Creare un secondo profilo sullo stesso indirizzo genera il duplicato di cui sopra, e il duplicato ti fa male.
Perché compaio in certe ricerche e in altre no?
Perché ogni ricerca è una domanda diversa. “Pizzeria” e “pizza d’asporto” non sono la stessa cosa per Google, e la posizione di chi cerca cambia tutto il resto. Lavora sulla pertinenza per le ricerche che ti portano coperti, non per tutte quelle immaginabili.
La scheda è sospesa: posso aprirne un’altra nel frattempo?
No, è il modo più rapido per peggiorare le cose. La strada corretta è la richiesta di ripristino della scheda sospesa, sistemando prima il dato che ha causato la sospensione.
Da dove parti domani mattina
Fai i sette passi della diagnosi prima di toccare qualunque altra cosa. Se scopri che la scheda esiste e non è sospesa, il lavoro è sulla pertinenza e sulle recensioni, e si vede nel giro di qualche settimana. Se invece trovi una verifica a metà o un duplicato, quello viene prima di tutto: senza risolverlo, ogni altra attività è tempo buttato. Se preferisci che la diagnosi la faccia io, qui trovi come lavoro con i ristoranti.
Ci vediamo su Instagram
Su @saratufo pubblico ogni giorno casi reali di attività locali italiane che seguo: schede sistemate, categorie cambiate, recensioni recuperate, con i numeri veri e anche quando il risultato arriva piano.
Niente teoria da convegno: cose che puoi rifare nel tuo locale già domani. Se questo articolo ti è stato utile, lì trovi il seguito quotidiano.
