Eccomi qui. È da un pò che non mi soffermo a scrivere su quanto sta accadendo nel Mondo professionale di Instagram. Ma oggi voglio parlarti di un argomento che è allo scuro di tutti, il mercato degli abusivi di Instagram.

Situazione Italiana

Gli evasori fiscali che lavorano in nero in Italia sono quasi 1 milione ed il fisco perde circa 12 miliardi di euro l’anno a discapito delle tante aziende chi dichiarano e lavorano onestamente.
Il lavoro in nero è concentrato in coloro che lavorano a casa o da casa e tra di loro si annoverano parrucchieri, estetisti, ex professionisti licenziati che continuano ad esercitare da casa loro o a casa dei propri clienti, tassisti abusivi, ma anche elettricisti, idraulici, trasportatori, muratori ed imbianchini….
…..ed oggi aggiungiamo anche Pseudo Social Media Manager e Agenzie Digital.
Se per il mondo dei lavori considerati “classici”, risulta in parte più semplice stimare per sommi capi quanti siano gli abusivi in Italia, nel mercato moderno, quello dell’industria 4.0, dove tutto si concentra su progetti digitali, sembra sfuggire al fisco tutta una serie di figure professionali che si spacciano come Pseudo professionisti del digitale e richiedendo pagamenti con donazioni PayPal e BitCoin.

Danni collaterali

Di fatti, un settore in cui si registra una crescita delle vendite irregolari di prodotti/servizi è quello dell’online. Tra attività irregolari, fraudolente o del tutto sommerse, il nero dell’online è infatti oramai fenomeno oltre i livelli di guardia, secondo le nostre stime genera un fatturato di circa 700 milioni di euro l’anno.
Questi dati non danneggiano solo le imprese oneste, ma nascondono spesso pericoli anche per i consumatori che passeggiano per la rete.
Ormai diventata più pericolosa della strada: nel 2016 sono state denunciate oltre 151mila frodi o truffe informatiche. Anche sul mio profilo Instagram personale ricevo continuamente direct in cui mi vengono proposti servizi da SMM e strategie digitali da coloro che ho definito come gli abusivi di Instagram.
gli abusivi di instagram

“L’abusivismo non conosce crisi anzi, continua ad espandersi per ogni canale commerciale, come dimostra il fatto che stia stendendo sempre più i suoi tentacoli anche sul web, diventata la nuova frontiera del fenomeno”, analizza Confesercenti. “Un problema per le imprese, che si trovano costrette a combattere contro la concorrenza sleale di un abusivismo sempre più agguerrito, in grado di muoversi ormai su scala globale grazie alle nuove tecnologie, ed anche per i consumatori.

Come evitare di agevolare gli “abusivi di Instagram”

Qualche tempo fa, vi ho scritto un articolo in cui vi spiegavo come capire quale agenzia Instagram, di SMM o Digital scegliere onde evitare spiacevoli situazioni. Bene, quell’articolo è ancora molto valido per cui ti consiglio di tenerlo in considerazione.
Ok Pellegrino, ma se mi scrivono e sto per acquistare come mi accorgo di non pagare ad un abusivo?
Semplice, basta fare delle domande che sono alla base della vendita online, tassativamente indicate dalla nostra legge nazionale.

  1. Chiedi se hanno partita iva o effettuano ricevuta con ritenuta d’acconto,
  2. Chiedi che metodi di pagamento accettano (PayPal, Stripe, bonifico, Apple Pay o Google Pay)
  3. Evita di pagare con ricariche PostePay oppure con donazioni PayPal e bitcoin
  4. Controlla che il loro sito web sia a norma e fai qualche ricerca su Google.. Lui ha sempre tutte le risposte. (chi lavora online al 99% ha un sito web)
  5. Controlla il loro profilo Instagram, vedi a quanto risale la loro prima pubblicazione, capisci se si tratta di un profilo fantasma creato ad hoc per vendere un servizio/prodotto

Regole obbligatorie per un SitoWeb vetrina ed e-commerce

Nell’analizzare chi è o chi sono i potenziali venditore di servizi o prodotti, ti consiglio vivamente di controllare chi il loro sito web sia a norma di legge. Basta dare un semplice sguardo e vedere se Ad esempio, la pubblicazione dei dati obbligatori, cioè tutti i dati della società (o ditta individuale) che devono essere ben visibili e trovabili da parte degli utenti, sono presenti sul sito web. Di solito li troverai alla fine del sito (footer).
Oltretutto se come me sei un portatore sano di Partita Iva, sappi che devi indicarla chiaramente già nella prima pagina del sito web (home). Controlla infine se ci sono i:

  1. Termini e Condizioni
  2. Privacy Policy
  3. Cookie Policy

Conclusioni generali

Insomma, come hai ben capito, in quest’articolo ho voluto sottolineare e tutelare tutti coloro che ogni giorno lavorano onestamente e dichiarano quanto fatturato.. Non sarà di certo questo articolo a cambiare l’aria viziata in cui versa il nostro paese, ma l’intento è quello di dare voce ad un argomento che troppo spesso viene sottovalutato.
Resta il fatto che sarai sempre libero di scegliere se pagare il tuo social media manager “abusivo”, però sappi che se hai p.iva, in un primo momento penserai di risparmiare ma col tempo capirai che forse quella fattura di accompagnamento al pagamento sarebbe stata davvero utile.
Se anche tu ricevi richieste in direct come la mia, fammelo sapere nei commenti 😉
Alla prossima 👋
Peace&Love
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